Bauman e la Laurea Honoris Causa nel Salento

 

 

 Dal pensiero di Bauman

Si sta diffondendo e pian piano probabilmente si radicherà, una nuova forma estestica legata al modo di "sentire". Le relazioni sociali iniziano ad apparire liquide, le forme di scrittura si destrutturano, i luoghi iniziano a perdere di consistenza, i tempi si sgretolano e la realtà si smaterializza fino a diventare virtualità.
- "Ci vediamo su Skype" - "Scrivimi su Whatsapp" - "Mandami i documenti via Mail" - "Oggi mi sento con un cliente a Milano e domani devo inviare il lavoro ad una Società di Londra"
Vista la frenetica velocità con cui le forme di comunicazione e d'informazione mutano all'interno di questo ambiente "liquido", la criticità in cui andiamo incontro non è stata perfettamente inquadrata dagli esperti del settore e ricercatori scientifici, principalmente sull'impatto che tali tendenze possono causare alla società. Viviamo sicuramente in un'era di transizione. Chi è nato negli anni '80/'70 percepisce ancor di più questo esser nel mezzo di due epoche. Ci troviamo in una situazione in cui da una parte, le classiche forme di comunicazione forzano per mantenere il loro status quo, dall'altra parte, i nuovi media alimentati anche dai "Nativi Digitali" pressano per aumentare il loro valore sociale e trasformare le relazioni e i processi comunicativi a loro favore.

<<Sembra che la conseguenza più feconda della prossimità virtuale sia la separazione tra comunicazione e relazione. Diversamente dalla prossimità topografica vecchio stile, essa non richiede che i legami siano già stabiliti, né ha come conseguenza necessaria di stabilirli. “Essere connessi” è meno costoso che “essere sentimentalmente impegnati”, ma anche considerevolmente meno produttivo in termini di costruzione e preservazione di legami.>> Z. Bauman 

È pur vero che il più delle volte quando si è connessi, si comunica a distanza ma non ci si relaziona. A meno che il relazionarsi non li si intenda diversamente. Manca tutto il mondo della "prosodia e della prossemica", mancano gli odori, i sapori, i colori. Mancano i giochi di sguardi, la complicità, tutto ciò che si dice col corpo. Manca la realtà e manca la chimica. Tanto per i rapporti amorosi, quanto per quelli amichevoli o lavorativi. Forse questo da un certo verso potrebbe essere conveniente, potrebbe essere la soluzione ad alcune situazioni, non tutte. Non si è sentimentalmente coinvoliti, ci si sente liberi, con meno ansia, meno timidezza, meno rabbia, meno paura. La virtualità apparentemente riduce le distanze ma in realtà le amplifica, esalta la connessione e annienta la comunicazione e tutto si può chiudere con un click. 

 

Alla Laurea Honoris Causa dell'Università del Salento 

Un figura del calibro di Zygmunt Bauman che viene designata per ricevere l'onorefincenza è il risultato di un cambiamento tangibile, che sta portando questo territorio, Lecce e tutto il Salento, verso una visione di crescita collettiva improntata sulla cultura e sulla conoscenza delle nuove forme di comunicazione. Proprio grazie ad esse che oggi possiamo condividere con tutto il mondo e informare le persone delle nostre bellezze e qualità. Potrà rivelarsi un'arma a doppio taglio, ma i rischi sono sempre dietro l'angolo, qualsiasi sia l'azione intrapresa.
Quello di oggi, 28 Novembre 2014, poteva essere un incontro che potrei definire storico. Tra 20/40 anni parleremo di Bauman come parliamo ora di Einstein, Keynes e tanti altri che hanno teorizzato parte della realtà che viviamo.
Questa che ho pubblicato sul profilo ufficiale della pagina del nostro Laboratorio di Comunicazione, CooBurn, è un piccolo spunto sulla (non)Esperienza dell'incontro del sociologo Polacco. 

 

 

 

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