#PaneAmoreStartup: Crescita Spirituale - di Sara Valenzano

Il 13 Aprile CooBurn ha lanciato la seconda edizione di un'iniziativa editoriale, #PaneAmoreStartup, rivolta a giovani scrittori o aspiranti tali, i quali dovevano argomentare i propri pensieri in merito al tema delle Startup e sulla loro influenza nel tessuto socio-economico del paese. Tra i diversi partecipanti, l'opera che abbiamo ritenuto più significativa è stata quella di Sara Valenzano. Per lei, oltre alla pubblicazione sul nostro blog e la diffusione attraverso i nostri diversi canali social, andrà in premio un servizio gratuito per 15 giorni di Social Media Management per un'attività o azienda a sua scelta. 
Tra pochi giorni lanceremo anche la terza edizione, #PaneAmoreExpo, che avrà come tema per l'appunto l'Expo, argomento caldo per tutti i fatti di cronaca e non solo. 

Vi lasciamo ora invece, alla lettura dell'opera vincitrice:

Crescita Spirituale - di Sara Valenzano

Sembra quasi ridicolo introdurre l’argomento con un titolo apparentemente privo di concretezza e affinità intellettiva con l’argomento da trattare.
Tutto si chiarirà man mano che il mio pensiero prenderà forma e definizione. Non è casuale se una crisi economica, sociale ed interpersonale investe la nostra popolazione lasciando gli italiani con l’amaro in bocca e un’amara verità. Non è casuale se settimanalmente ascoltiamo casi di ordinaria follia o di padri di famiglia che si suicidano perché non riescono più a sostenere bollette e spese familiari. Non è un caso se il mio testo si rifà alla spiritualità e scruta da lontano una via di fuga, una luce che tutti dovremmo iniziare a perseguire se volessimo diventare davvero persone migliori, dotati di gran cervello e con un cuore ben in moto. 

La spiritualità è la frontiera del futuro, il lascia passare per il benessere fisico, mentale ed emozionale. La spiritualità può tutto questo, può davvero risolvere ogni tipo di problema.
Il mio credo parte inevitabilmente da me e da quello che ritengo sia più giusto per la mia vita. Ritengo ugualmente valido applicare il mio “metodo” a tutti quelli che pretendono davvero di più dal proprio destino e dalle singole esperienze.
Il motivo per cui penso che la spiritualità sia esattamente il settore del futuro è dettato semplicemente dal fatto che la realtà di oggi è piena zeppa di bisogni da soddisfare. C’è sempre più gente che lamenta la propria condizione lavorativa, ancor più persone sognano una vita sentimentale in perfetta armonia, per non dimenticare delle teste inconsapevoli che si scagliano contro la società e chi ricoprire i vertici governativi più importanti solo per non indagare in sé stessi e capire finalmente quali rami tagliare, quali problematiche affrontare. Il cammino di cui parlo io è certamente un cammino che in molti conosceranno, è semplicissimo e per di più non costa fatiche se non quelle da compiere per diventare persone migliori. Si usa il cuore e usare il cuore non costa niente se non pura generosità e solido appagamento interiore. Si tratta quasi di decifrare l’indecifrabile e di parlare dell’imperscrutabile: c’è pura immaterialità in quello che dico ma proprio per questo è per me la cosa più concreta e sensata esistente.

Pensiamoci.

Chi non sogna una bella casa, dei figli educati, un lavoro ben retribuito, una famiglia ben solida?
Chi non si ritrova con bollette a fine mese da non saper come pagare?
A chi non è successo di sentirsi in gabbia e di vivere una vita a cui non si era dato né peso né importanza?
Chi non si ritrova ad affrontare la depressione vera e propria?
Chi non pensa al suicido come unica e ultima via di fuga verso una soluzione definitiva?
La realtà è diversa anni luce da ciò che immaginiamo ma c’è davvero da starsene comodi e accontentarsi, o qualcos’altro di nuovo e bello si può ancora fare? Siamo davvero costretti a rimanere infelici e insoddisfatti a vita o possiamo ribellarci e prendere in mano il timone della nostra vita?

Un esempio pratico e banale può spiegare meglio il mio punto di vista.

Lavoravo in una pizzeria come cameriera, aiutavo il pizzaiolo e svolgevo altre mille mansioni. Ogni cosa era fatta col cuore e ogni piccolo gesto era davvero volto a migliorare la vita del cliente. Il proprietario la pensava diversamente però. Era un tipo simpatico quasi alla mano, disponibile con tutti, col segreto nel cuore di gestire la pizzeria col solo scopo di fare quanti più soldi possibili. La qualità era un optional, la mentalità imprenditoriale una rarità. Era tutta una bella finzione ordita alle spalle dei clienti ignari di mangiare a volte cibi scaduti e prodotti fritti in condizioni non del tutto igieniche e salutari. Tutto partiva da una considerazione del cliente come qualcosa a cui non dover dare alcuna importanza: “il cliente non se ne accorgerà mai”, era chiaro come la pensasse il proprietario.
Se quest’uomo avesse avuto un po’ più di rispetto verso gli altri sicuramente avrebbe capito che tutto ciò che conta nella vita non ha a che fare coi soldi ma col bene e la generosità che si ha da offrire e che si vuole vendere: l’unica cosa che conta realmente è sapersi migliorare, tutto il resto sono solo chiacchiere. Migliorare vuol dire crescere e crescere vuol dire offrire opportunità sempre maggiori a se stessi e agli altri. Tutto il resto pura bazzecola!
Ritornando a noi l’attività commerciale appena menzionata ha davvero vita breve, ma si sa, se non si usa il cuore da cosa si vuole partire? Se non si usa la spiritualità come strumento volto a migliorare la propria vita dove si vuole arrivare? Se non si vuole fare del proprio meglio nella vita relazionale e in quella lavorativa come saremo in grado di mantenere e far fruttare i propositi raggiunti?
A fallire ve lo dico io, a fallire e poi lamentarsi della società e dell’attuale modernità! Prendete forza e coraggio, spirito d’animo e bagagli e partite alla volta dell’avventura e della scoperta di voi stessi. Assicuratevi di viaggiare con una mano sempre tesa a donare e un cuore sempre pronto a ricevere: la Vita è questa, provare per credere!

Ma ora veniamo al risvolto pratico e alle riflessioni socio-economiche che di dovere mi spettano.

Avete mai pensato quanti soldi spendiamo inutilmente e quanto tempo investiamo non proficuamente?
Avete mai pensato che cambiare il mondo non è proprio semplice ma cambiare se stessi pare sia inevitabile?
Avete mai pensato che il fallimento è quasi sempre dettato dalle nostre azioni e non si tratta di disgrazie piovute dal cielo o mandate da Dio?
Io sì e a lungo ho osservato la realtà che mi circonda. A lungo mi sono confrontata con negozianti e commercianti andare a fondo e chiudere le proprie attività. A lungo ho osservato mio padre perdere la bussola tra una lamentela e un’invocazione a chi dall’alto paresse avercela con lui. A lungo ho provato a capire cosa non andasse bene in noi italiani e quali colpe stessimo scontando per arrivare a essere considerati ultimi tra i paesi a sfondo europeo.
La risposta è una sola ed è molto semplice. Ha molto più che a fare con l’invisibile e l’immateriale di cui parlo qui piuttosto che con grandi zeri e con le relative cause cercate in tutti i grafici economici e nelle aule blindate di palazzi governativi e statutari. La risposta è una sola e centriamo molto più di noi di quello che tutti quanti vogliono farci credere. Abbiamo invertito il naturale senso di marcia, abbiamo frainteso ciò che ci fa star bene, abbiamo iniziato a dare importanza a ciò che dobbiamo fare, abbiamo iniziato a non considerare più ciò che ci piace fare, abbiamo smesso di indagare in noi stessi ricercando tutte le cause possibili in qualcosa al di fuori di noi. Siamo diventati macchine da guerra divenendo sempre più fragili e vulnerabili. Ci siamo allontanati da noi stessi per inseguire sfondi e scenari il più delle volte incompatibili con noi stessi. Abbiamo perso la retta via e la via maestra ma siamo tutti chiamati a recuperarla.
L’italiano ha perso inventiva perché non crede più in se stesso. L’italiano ha perso la voglia di fare perché non più libero di esprimersi e di giocare. L’italiano crede di non doversi mettere più in gioco e di non sapere più come fare. L’italiano medio è un animale in gabbia sempre pronto ad obbedire e rispettare gli ordini del padrone, e pensare che basterebbe davvero poco per ribellarsi e prendere nelle proprie mani la vittoria e la libertà assicurate. L’italiano di oggi ha ancora molta strada da fare ma l’unico vero passo è iniziare a fidarsi di sé stesso e mettere a tacere tutte le vocini negative interiori che ronzano nella propria testa e al di su della propria gola.

Vi immaginate un popolo di persone che crede in ciò che fa e lo fa con determinazione?
Vi immaginate un popolo di persone che utilizza solo gli strumenti della bontà e della generosità per raggiungere i propri scopi?
Vi immaginate un paese in cui non esiste più violenza, maltrattamenti, egoismi, indifferenze? Un paese in cui vige solo il rispetto reciproco e il giudizio verso l’altro è sempre positivo: guai a chi si approfitta dell’altro, guai a chi calpesta l’altro solo per fare soldi! Ve lo immaginate?
La spiritualità è davvero il mezzo giusto perché tutti possano assumersi la propria parte di responsabilità. Iniziamo a cavalcare l’onda giusta non più a occhi chiusi ma con gli occhi bene aperti e sempre attenti a non fare del male a nessuno.
Economicamente parlando gente consapevole non può che fare del bene al nostro paese. Persone convinte delle proprie capacità con obiettivi sempre più nitidi, sentimenti sempre più netti: è il ritratto delle persone che arrivano in alto nella Vita.
E’ il ritratto di chi dal niente riesce a edificare il castello della propria vita. E’ il ritratto delle persone veramente umili che col cuore arrivano oltre oceano navigando contro tutti e contro corrente. E’ di gente vera che ha bisogno l’Italia, di gente convinta che con l’aiuto di un Dio nel cuore possa arrivare davvero ovunque. Sono le persone che credono nella spiritualità quella che daranno il via alla rinascita e ai settori del futuro.

Aiutare gli altri, credere in se stessi, risollevarsi dalle proprie vecchie macerie. Mettiamoci in cammino, scopriamo nuove terre, indaghiamo nuovi cieli, ricerchiamo la spiritualità. Badate bene a questo e ricordate: lì dove c’è spiritualità c’è Amore e lì dove c’è Amore c’è sempre un Futuro!

 

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